I (famigerati) giorni che precedono il ritorno a scuola

C’è un periodo dell’anno che le mamme temono più di un’epidemia di varicella, più del cartello appeso in bacheca a scuola ‘è stato riscontrato un caso di pediculosi (=pidocchi)’. Sono i giorni che separano la fine delle vacanze estive dall’inizio del nuovo anno scolastico. Pochi o tanti che siano quei giorni, riescono a gettare le mamme nel panico.

Il panico travolge in egual misura le mamme lavoratrici e le casalinghe ed è direttamente proporzionale al numero dei figli. Già prima di Ferragosto partono le chat su WhatsApp per fare brainstorming virtuale e condividere idee su dove piazzare i pargoli nei giorni in cui si ritorna al lavoro e la tata è ancora al suo Paese a godersi le meritate ferie. Freneticamente si mettono sul tavolo tutte le soluzioni possibili, che variano in base all’età dei figli. Le opzioni più gettonate sono i campus, di cui esiste una varietà infinita: ci sono quelli sportivi, quelli di pittura, musica, danza, lingue straniere, circo. In città, il business dei campus è secondo solo a quello delle ludoteche dove organizzare la festa di compleanno al proprio bambino. Sono, entrambe, attività che non conoscono crisi perché chi le ha inventate sa benissimo che una mamma, per vanità, per sfinimento o per necessità, non rinuncia a quelle commodities. La mia amica Lodo proprio ieri mi fa ‘non puoi capire, quest’estate pur di tenere occupati i figli ho speso una fortuna in campus’.

Un’altra opzione è il supporto di quei santi individui che sono i nonni: che fungono letteralmente da unità di crisi e ci vengono in soccorso all’istante quando non sappiamo a chi lasciare i figli, senza battere ciglio anzi, pure felici di sobbarcarsi l’impegno dei nipoti da accudire, facendola sembrare la cosa più desiderabile al mondo e alleggerendo noi genitori dei sensi di colpa. 

La mamma casalinga o quella che lavora da casa (tipo me) si affida a un mix di quello che ho descritto sopra oppure, alla peggio, si rimbocca le maniche e si inventa le più svariate attività ludiche che abbiano 3 obiettivi: intrattenere creativamente i figli, contenere la loro innata furia distruttiva e….che la giornata voli più in fretta possibile, riuscendo magari anche a lavoricchiare un po’ oppure a passare l’aspirapolvere. E allora via con le gite al parco + sessione di tappeto elastico, lettura di storie, manipolazione di pasta modellabile, gioco libero (che puntualmente è interrotto dopo 5 minuti da un ‘maaaamma, vieeeeni?’).

Alla fine, in un modo o nell’altro, se ne viene a capo. Ché le mamme hanno il problemsolving incorporato, diciamolo. Il primo giorno di scuola magicamente arriva e loro tireranno un sospiro di sollievo…tanto avranno davanti  a sé 12 mesi per pensare a come organizzarsi l’anno successivo, in quei famigerati giorni che separano la fine delle vacanze estive dall’inizio del nuovo anno scolastico.

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