Essere una baby modella

Chi sono i bambini che posano sorridenti nei cataloghi e nelle campagne pubblicitarie dei marchi di moda formato mignon? come vivono l’esperienza del set? si montano la testa? L’ho chiesto a Chiara, mamma di Sofia, che ha 10 anni e mezzo e già una lunga carriera da baby modella alle spalle. Non a caso ho scelto Chiara, che è una persona obiettiva e coi piedi per terra, molto lontana dallo stereotipo della mamma invasata che sogna per sua figlia fama e successo come il personaggio che interpretava Anna Magnani in Bellissima.

Quando e com’è cominciata la carriera di modella della tua bambina?

Sofia ha fatto il primo servizio fotografico quando aveva poco più di 3 anni. Ha iniziato un po’ per caso e un po’ perché anche io da bimba avevo fatto la modella. L’avevo trovata un’esperienza divertente di cui conservavo un ottimo ricordo e foto mie molto belle quindi, quando è arrivata l’occasione di far provare Sofia, ho pensato ‘perché no?’. 

Come vive questa esperienza tua figlia?

Per lei è sempre stato un gioco. I team che lavorano con i grandi marchi di moda bambi sono più o meno sempre gli stessi e assolutamente abituati a lavorare con i bambini. Seguono i loro tempi, l’ambiente è familiare e giocoso. I set, tra l’altro, hanno spesso scenografie fiabesche in cui i piccoli si divertono un mondo. Ora che mia figlia è più grande vedo che ha acquisito la consapevolezza che il suo, come quello degli altri professionisti che incontra sul set – fotografi, stylist, tecnici delle luci – è un lavoro vero e proprio. E a me piaceva l’idea che si avvicinasse concretamente a concetti come l’etica professionale, la disciplina, il rispetto del lavoro degli altri e capisse quanto impegno e quanta professionalità ci sono dietro a una foto. Trovo che per lei sia anche un’esperienza formativa oltre che di gioco.

Quest’attività è compatibile con la sua routine? 

In realtà ogni genitore può gestire l’attività del proprio bambino come meglio crede: i casting a cui poter partecipare, come le occasioni di lavoro, sono molteplici. Volendo, un bambino può fare il modello a tempo pieno. Io, che peraltro ho un lavoro full time, con Sofia mi sono data una regola: non farle predere più di 4, massimo 5 giorni di scuola all’anno. In pratica saltiamo la stragrande maggioranza dei casting. Negli anni questo mi ha portato a lavorare soprattutto con 2, 3 case di moda, non di più, quelle che meglio venivano incontro alle nostre esigenze, tipo Monnalisa o Jakioo. Dunque, per rispondere alla tua domanda, quest’attività non stravolge minimamente la routine di Sofia. Altre famiglie sono più disponibili a qualche compromesso – magari i genitori sono dedicati a tempo pieno all’attività dei figli – e di conseguenza i bambini lavorano molto di più. 

Come selezioni le occasioni di lavoro di Sofia?

Spesso la selezione è naturale: preavvisi troppo brevi oppure impegni scolastici (di Sofia) e lavorativi (miei). Ormai i fotografi e le case di moda con cui lavoriamo da tanti anni sanno che è più probabile che siamo disponibili quando ci chiamano con largo anticipo. Se per esempio vedo che un casting si prospetta molto lungo, preferisco non partecipare affatto: ho un lavoro a tempo pieno, non posso permetterlo.

Quali sono gli aspetti positivi di un’attività del genere e quali quelli negativi?

A mia figlia ha dato più sicurezza in se stessa, l’ha aiutata ad essere più consapevole di sé. Di aspetti negativi non ne vedo. L’unico potrebbe essere quello di perdere giorni di scuola ma, come ho detto prima, quello è a discrezione della famiglia. Certo è importante prima di tutto scegliere con attenzione l’agenzia a cui affidarsi.

Quali sono gli indirizzi giusti per chi volesse cominciare?

Il mercato è molto vasto ma non sono tante le agenzie gestite ad alto livello. Quelle più importanti sono addirittura 2 o 3. Diffidare da chi chiede a una famiglia di spendere dei soldi per fare un book fotografico. L’agenzia di Sofia si chiama Moda Modà, è a Milano ed è gestita da una professionista che fa questo mestiere da tanti anni e che mette sempre il benessere dei bambini al primo posto. 

 

 

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