Adolescenti oggi

Si fa un gran parlare degli adolescenti di oggi, apparentemente senza ideali, un po’ rammolliti, facili a rifugiarsi nell’alcol e nelle droghe per colmare le insicurezze e le paure legate all’età più che a drammi reali. Perennemente sotto pressione, sempre connessi, costantemente pungolati dall’ansia di apparire. E di apparire al meglio, di dover dimostrare sempre qualcosa, con lo spauracchio del giudizio degli altri, una spada di damocle sulla testa con un’eco mostruosa, perché amplificata dai social network.

Serie come Euphoria o Baby – una americana e l’altra italiana ma piuttosto affini –  dicono di offrire uno spaccato di quella che è l’adolescenza oggi, in un paesino sperduto della provincia americana come in una metropoli italiana. Tutto il mondo è paese, pare. Gli adolescenti sembrano alla deriva negli USA come a casa nostra.

Ho guardato entrambe le serie e sono rimasta un po’ sgomenta. Ciò che mi ha colpito di più è la disinvoltura e la tracotanza con cui i protagonisti (ragazzi dai 15 ai 17 anni) maneggiano sentimenti, sesso, droga, rapporti. Il loro stesso corpo.

Mi piace pensare che quello che ho visto sia il racconto delle vite di una piccola parte di giovani. Di quelli più fragili, che non hanno mai avuto regole da seguire o un’educazione fatta di attenzione e amore. Tutta quella rabbia, quella violenza, quell’uso selvaggio delle droghe e dell’alcol fino a sfiorare la morte non possono essere la normalità. 

Adolescenti di oggi e adolescenti di ieri.

Penso alla sedicenne che ero, sì insicura, sì piena di dubbi e complessi ma con degli obiettivi concreti, degli interessi sani, delle passioni…lo sport, la musica, i viaggi, i libri, fantasticare su quello che avrei voluto fare da grande. Tutte cose che mi riempivano la vita e mi bastavano. Non ho mai cercato la trasgressione, non mi ha mai incuriosita. Neanche mezza volta. Anzi sì, dai, una volta per curiosità ho deciso che volevo provare a ubriacarmi per capire cosa si prova. L’ho fatto, in casa con la mia migliore amica; sono stata da cani tutta la notte e ho archiviato per sempre quell’esperienza.

Gli amici di cui mi circondavo erano esattamente come me. Non fumava nessuno, nessuno beveva o eccedeva in qualcosa per sentire chissà quale brivido o per dimostrare di essere figo. E il bello è che non ci sentivamo per niente degli sfigati, dei nerd, anzi. Eravamo adolescenti NORMALI, perfettamente integrati nella società, brillanti, ottimisti e pieni di vita. Eravamo ragazzi che andavano in discoteca solo per ballare e alle feste solo per stare insieme. 

E mi rifiuto di pensare che i miei figli dovranno necessariamente attraversare una fase adolescenziale sbandata e folle perché a detta di molti è un passaggio obbligato. Mi rifiuto proprio. Certo io sono stata un’adolescente di provincia, ho frequentato un piccolo liceo di provincia, ho vissuto in un ambiente ovattato, senza internet e senza social. I miei figli saranno adolescenti di città, e metto in conto che sia diverso, metto in conto che siano più esposti a un mondo che va più veloce, a tentazioni e pericoli. Ho fiducia però che sapranno scegliere, sapranno cavarsela senza che io faccia il cane da guardia, gli controlli il telefono o gli frughi nelle tasche.

Ho fiducia.

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