L’amore bambino

Lunedì. Olli: Mamma, oggi Mattia a scuola non c’era…

Io: povero, avrà la febbre!

Martedì. Olli: Sai che Mattia non c’era neanche oggi….

Io: davvero? neanche oggi? ti mancava? siete molto amici?

‘….’

Mercoledì. Olli a casa con la febbre: ‘mamma, oggi a scuola manchiamo sia io che Mattia’.

Una cosa è chiara: da un po’ di tempo nei racconti di mia figlia su quello che le accade a scuola, spesso e volentieri compare Mattia, il bambino nuovo arrivato quest’anno nella sua classe.

Sai che Mattia ha quattro anni e mezzo e sa anche scrivere il suo nome meglio di me?’. Io: bè, anche tu fra un mese avrai esattamente quattro anni e mezzo come Mattia.

‘Oggi io e Mattia abbiamo fatto il gioco del treno’. E così via.

Ma alla domanda ‘siete amici?’ non risponde mai. Intuisco che non sa come catalogare Mattia: non può essere un amico perché gli amici per lei, in questa fase della sua vita, sono solo di sesso femminile, i maschi sono esclusi dalla categoria, considerati quasi degli esseri inferiori; non riesce però a liquidare questo bambino dalla faccia angelica (che pure io trovo adorabile) come un ‘maschio e basta’ perché sente che lui è molto di più, è un compagno di giochi spesso migliore delle femmine della sua cricca, è mite e accomodante proprio come lei, è in grado di farla ridere e di stupirla. Sente un particolare trasporto che l’ha in qualche modo spiazzata, perché non si aspettava che un maschio fosse in grado di smuoverla tanto.

Non vorrei essere azzardata ma mi pare di stare assistendo a una forma rudimentale di innamoramento. Non so se questo sia possibile tra due bambini di 4 anni – sì, perché da alcuni dettagli che la mamma di Mattia mi ha raccontato, pare che il sentimento sia corrisposto – ma ho la netta impressione che si tratti proprio di questo, perché in fondo, anche se in forma embrionale, c’è tutto: l’ammirazione, l’entusiasmo di ritrovarsi ogni giorno, la gioia genuina di un incontro inaspettato in cortile, il percepire e patire l’assenza dell’altro.

Da parte mia c’è tenerezza, meraviglia, stupore. Sono perfino un po’ commossa. Vorrei che a parte me e la mamma di Mattia nessuno se ne accorgesse, soprattutto gli adulti che girano intorno ai nostri figli e che in maniera grossolana e divertita sono sicura svilirebbero la poesia e la naturalezza istintiva di questa ‘corrispondenza d’amorosi sensi’ con brutali etichette: è la tua fidanzata?, è il tuo fidanzato?

Voglio aiutare Olli a proteggere questo amore bambino, a viverlo e ad averne cura finché durerà. E voglio ricordarmene, per quando Olli sarà grande e avrà forse dimenticato di aver avuto – a quattro anni – un amico affezionato, attento e tenero con lei, e a cui lei voleva bene più che a tutti gli altri. Che si chiamava Mattia.

 

Article Tags : , ,
Related Posts

Discussion about this post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

css.php