Scozia: il luoghi più belli da visitare coi bambini

Da Edimburgo alle Highlands, da est a ovest e ritorno: siamo stati in giro per la Scozia per una una settimana, on the road (con la guida a destra…argh!) su strade panoramiche verdissime, tra colline puntellate di pecore (migliaia di pecore!) e cottage bianchi così perfetti e graziosi da sembrare finti. Su di noi un cielo plumbeo con sfumature carta da zucchero (quanto ho amato quel cielo!) squarciato di tanto in tanto da raggi di sole inattesi. E’ stato un viaggio intenso e bellissimo. Un viaggio che non dimenticheremo. Ecco le nostre tappe!

Prima tappa Edimburgo. La sua architettura gotica le dà un fascino cupo e misterioso, con angoli intimi che non ti aspetti e che te la rendono familiare e accogliente. Siamo stati a Edimburgo nei giorni del Fringe Festival (il festival degli artisti di strada che ha luogo le ultime 3 settimane di agosto): il lato positivo è stato vedere le vie del centro città (Old Town) animate dai mille concerti e altrettanti spettacoli di performer provenienti da tutto il mondo. Ogni secondo c’era un motivo per fermarci a guardare, ad ascoltare oppure a battere le mani e cantare assieme ai buskers che si esibivano sul Royal Mile. 

Il lato negativo è che in quei giorni la città è presa d’assalto più che mai dai turisti…tanto da far fatica a camminare. Tra l’altro, per contenere i costi, dato il periodo di altissima stagione, abbiamo scelto di dormire in un Airbnb prenotato con mesi di anticipo. La Scozia poi, è in generale piuttosto cara.

Questi i posti secondo me imperdibili a Edimburgo.

Il National Museum of Scotland – che vale la pena visitare già solo per la struttura in ghisa e vetro della sua ala che risale al 1880….semplicemente ME-RA-VI-GLIO-SA. E’ poi un museo particolarmente a misura di bambino, perché in tutte le sezioni, da quella dedicata alla scienza e alla tecnologia a quella dedicata alla storia della Scozia, c’è un’area interattiva in cui i bambini possono sperimentare, toccare, soddisfare ogni curiosità. Nel museo c’è anche, imbalsamata e conservata in una teca, la prima pecora clonata al mondo, la famosa Dolly. I miei figli hanno amato così tanto quello museo che li abbiamo portati via a fatica.

Il Royal garden – un’altra tappa imperdibile. La sua serra contiene più di 2400 specie di piante provenienti da tutto il mondo, da quelle tropicali alle piante carnivore.

Camera Obscura – Una delle attrazioni turistiche più antiche della città, perché proprio in cima alla torre di questo edificio di 5 piani, nel 1853 venne installata una sorta di periscopio che, attraverso un sistema di specchi e lenti, permette di vedere proiettate su una superficie bianca concava le immagini della città in tempo reale. E’ da qui che si origina il nome Camera Obscura. Oggi è un luogo piuttosto kitsch ma irresistibile per i bambini. Le sale proiettano ologrammi e immagini in 3D, mentre i computer trasformano la nostra immagine in quella di un bambino o di una scimmia a seconda dell’angolatura. E’ il mondo delle illusioni ottiche ma la sua terrazza è anche un posto perfetto per ammirare la città dall’alto.

Per fuggire dalla pazza folla del centro storico di Edimburgo ci siamo rifugiati per qualche ora a Dean Village, un quartiere che sembra uscito da una favola: abbiamo passeggiato amabilmente sulla riva del ruscello, su sentieri che si snodavano in mezzo ai boschi. Per poi andare a pranzare in uno die tanti bistro del quartiere.

Uno degli angoli più suggestivi di Edimburgo è la scalinata che va da Grass Market a Heriot Place, The Vennel, dalla cima della quale si vede in tutta la sua cupa maestosità il castello medievale che domina Edimburgo.

La seconda tappa del nostro viaggio è stata Loch Ness. Che ad essere onesta è stata la più insignificante. La magia di Lochness è tutta nella leggenda costruita attorno al fantomatico mostro che vive nelle profondità del lago, che abbiamo scandagliato in lungo e in largo cercando, oltre a qualche segno della presenza di Nessie, anche qualche angolo ameno…senza trovare né l’uno né l’altro. Coi miei figli abbastanza delusi per quella ricerca che non ha portato frutti. In compenso abbiamo dormito in un hotel di campagna delizioso, con un ristorante da urlo dove ci siamo consolati dopo la delusione: il Loch Ness Country House Hotel.

Terza tappa: Isola di Skye – l’isola più grande delle Ebridi Interne. Ad accoglierci un paesaggio dal fascino primordiale, fatto di scogliere e brughiera a perdita d’occhio. Abbiamo trascorso qui 3 giorni tra escursioni nelle zone più desertiche e sperdute e gite in barca per avvistare le foche e le aquile reali. Mangiando cozze e capesante giganti.

 

A Skye abbiamo anche festeggiato il compleanno di Olli nel nostro meraviglioso hotel sulla collina, il Greshornish House, un luogo rimasto letteralmente fermo nei secoli.

La nostra ultima tappa ci ha visti arrampicarci sui pendii di Glencoe, una zona montuosa dai panorami mozzafiato e specchi d’acqua incantevoli. Sulle tracce di Harry Potter. Abbiamo dormito in un hotel molto semplice, il Loch Leven Hotel ma con due cose che lo rendono speciale: una biblioteca fornitissima di libri ambientati in Scozia (gialli, libri fotografici, narrativa e anche libri per bambini) e un ristorante eccezionale che non ci aspettavamo di trovare in quella struttura per nulla di lusso.

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