Viaggio in Canada

E finalmente, dopo averlo rimandato per 2 estati a causa della pandemia, abbiamo fatto il nostro tanto agognato viaggio in Canada: 20 giorni alla scoperta di un Paese immenso, con l’obiettivo di immergerci nella sua cultura, conoscere i suoi tanto decantati paesaggi e la sua meravigliosa fauna. Da est a ovest, dall’Atlantico al Pacifico, tra metropoli e natura incontaminata.

Prima tappa: Montreal (Québec) – 2 giorni e mezzo

Siamo atterrati qui con un volo diretto di Air Canada da Milano. Un volo non troppo impegnativo (6 ore) che ci ha consentito di abituarci velocemente al nuovo fuso orario. DI Montreal ti colpisce sicuramente il fatto che tutti parlino francese prima che inglese. E’ una grande città con un’anima vagamente europea che la rende accogliente. Non è, a mio parere una delle più belle del Canada ma mi piace segnalare alcuni angoli della città che mi hanno trasmesso good vibes: il quartiere di Little Burgundy, e in particolare rue Notre-Dame, dove si susseguono una serie di negozietti indipendenti e ristorantini stupendi come Stem, accogliente e un po’ bohémien; Plateau Mont Royal, una via pedonale super alternativa con le sue casette delabré e i tanti caffè e bistrot informali tra cui Saint Viateur che sforna bagel caldi più buoni della città (infatti ha sempre una coda lunghissima davanti!). E poi Place d’Aries, nel centro di Montreal, con la magnifica Cattedrale di Notre Dame. Qui ho scovato Le Petit Dep, un caffè delizioso e molto francese. Con i bambini vale la pena fare un salto al Biodome, che ricrea in una struttura architettonica spettacolare  i quattro ecosistemi che caratterizzano il continente americano, tra animali e piante di ogni specie.

L’ultimo giorno abbiamo noleggiato un’auto e siamo partiti per Québec City. Sulla strada  abbiamo fatto una sosta a La Mauricie National Park, un enorme area verde che si estende per 80km ed è il posto ideale per avvistare aquile, esplorare laghi a bordo delle tipiche canoe canadesi e fare il bagno nei fiumiciattoli che scorrono lungo i sentieri.

Seconda tappa: Québec City (Québec) – 2 giorni

Quebec City sembra una cittadina francese. È accogliente e curata e si gira tranquillamente a piedi, anche se si inerpica su una collina non poco ripida. Il centro storico è un susseguirsi di brasserie, gallerie d’arte e negozi di souvenir ed ha stradine super suggestive come Rue du petit champlain e Rue du cul de sac. La città è divisa in due zone: la città alta e la città bassa, collegate tramite funicolare. In alternativa si può anche percorrere l’Escalier Casse-Cou, una lunga e ripida scala che collega la parte alta al quartiere basso di Petit-Champlain. La città vecchia (Vieux Quebec) è stata dichiarata Patrimonio Unesco e sorge all’interno delle mura antiche, mentre la città bassa fuori dalle mura è comunemente chiamata “La Cité”. Per provare la cucina del Quebec, è perfetto il ristorante La Buche, carino e caratteristico, e per una cena di pesce La Brasserie Mordus. Consiglio: scegliete un hotel nella città vecchia, ce ne sono di deliziosi e non particolarmente cari.

Terza tappa: Tadoussac (Québec) – 2 giorni

Tadoussac è questo piccolo centro bucolico che si affaccia sul fiume San Lorenzo, distante qualche ora da Québec City. E’ interessante perché proprio qui, in estate, vengono a riprodursi le balene Beluga, piccoli cetacei bianchi. Le escursioni per avvistare foche e balene partono ogni giorno dalla baia e durano qualche ora. Per soggiornare a Tadoussac ci sono un sacco di piccoli b&b ma l’hotel più confortevole è sicuramente l’Hotel Tadoussac, in una posizione molto suggestiva, proprio davanti alla baia.

Quarta tappa: Toronto (Ontario) 3 giorni

Dopo Tadoussac siamo tornati a Quebec City, dove abbiamo dormito per poi tornare, il giorno dopo, a Montreal e prendere l’aereo per Toronto. Che  impressione mi ha fatto Toronto? di una piccola New York…molto vivace e cosmopolita. Gli angolini che ho trovato più interessanti sono il Distillery District, un’area totalmente recuperata nella quale sorgeva una vecchia distilleria di whiskey e che oggi ospita botteghe artigiane, ristoranti con bei cortili e locali con musica dal vivo. Poi c’è Sugar Beach che è davvero un posto surreale: una spiaggia bianca ricreata sulle sponde del lago Ontario con ombrelloni rosa confetto e sedie bianche a disposizione di chiunque abbia voglia di sedersi. E ancora, Kensington Market, un quartiere multiculturale e bohémien di Toronto fatto di casette d’epoca colorate e un po’ délabré che però nell’insieme hanno un grande fascino. Per l’aperitivo un posto informale è Rendez View, all’interno di un cortile tra i grattacieli che la sera si illuminano creando un’atmosfera davvero suggestiva. E poi abbiamo scovato per caso uno dei ristoranti cinesi più buoni e autentici della città. Mother’s Dumplings, dove abbiamo assaggiato i ravioli cinesi più buoni di sempre. Ma Toronto è anche la base per andare a vedere le Cascate del Niagara! E infatti abbiamo prenotato un’escursione che in autobus ci ha portati dal centro della città alle cascate, che poi sono proprio al confine con gli States. Bè…inutile dire che è uno spettacolo che lascia senza fiato. Lì è possibile arrivare col battello vicinissimo alle cascate oppure planare su di esse appesi a una carrucola.

Quinta tappa: Calgary, Banff National Park e Jasper (Alberta) – 6 giorni  

Da est ci siamo spostati verso ovest con un volo che ci ha portati da Toronto a Calgary, nella provincia di Alberta. La città vale una sosta brevissima perché non offre nulla di particolarmente interessante a parte dare la percezione di essere un posto dove la qualità della vita è altissima, con tanto verde e a misura d’uomo. E’ però la base per raggiungere i meravigliosi parchi di Banff e Jasper, alle pendici delle Rocky Mountains. E così, a Calgary abbiamo noleggiato un’auto e ci siamo messi in marcia verso Banff. Sulla strada abbiamo fatto una sosta a Drumheller, una zona desertica dove sorgono queste enormi rocce calcaree a forma di fungo che ricordano vagamente i ‘camini delle fate’ della Cappadocia. Sono gli Hoodoos e devo ammettere che meritano una sosta…e una scalata!

Bè, mi preme far notare –  per chi non lo sapesse – che il concetto di ‘parco’ da queste parti è ben diverso dal nostro. Banff National Park è un’area protetta che si estende su 6000 Km2…insomma è un’area sterminata. Qui la natura la fa da padrona tra ghiacciai, foreste, laghi fiabeschi e una fauna che vive libera e indisturbata, fatta di alci, renne, orsi Grizzly, aquile. I luoghi di maggior interesse sono sicuramente i laghi Lake Louise e Lake Moraine. Attorno è possibile fare bellissime escursioni lungo sentieri super panoramici, fermandosi a bere una cioccolata calda nelle ‘tea house’, che corrispondono ai nostri rifugi di montagna. Nel percorso è facile incontrare scoiattoli e altri piccoli roditori. Un’esperienza da fare è affittare una canoa ed esplorare i laghi proprio sulle loro acque incredibilmente turchesi. Noi abbiamo soggiornato al Mountaineer Lodge, uno dei tanti lodge del piccolo centro abitato di Lake Louise, che offre camere familiari ampie e confortevoli. Da lì ci siamo avventurati alla scoperta dei meravigliosi paesaggi nei dintorni. Una chicca: il ristorante Station, che sorge all’interno di una vecchia stazione ferroviaria. Ottimi piatti super abbondanti, ambiente cozy e dalle finestre i treni che passano, perché la ferrovia è ancora in funzione!

Dopo 2 giorni pieni ci siamo diretti al Jasper National Park, che abbiamo amato particolarmente per la natura prorompente e gli animali selvatici che siamo riusciti ad avvistare, come alci, marmotte, aquile, arieti. Tra i punti di maggiore attrazione ci sono i ghiacciai del Columbia Icefield, ma anche sorgenti, laghi, vallate spettacolari tra le montagne come la Tonquin Vallery. Molte le cascate, tra cui le Athabasca e le Sunwapta. Tra i laghi più suggestivi il Pyramid Lake e il Medicine Lake. Appena fuori dal piccolo centro abitato di jasper abbiamo scovato questo lodge delizioso, il Tekarra Lodge, dove si può anche solo venire a bere un aperitivo sedendosi a contemplare questa vista incredibile sulla vallata in cui confluiscono i fiumi Athabasca e Miette.

Sesta tappa: Vancouver (British Columbia) – 3 giorni

Essendo il viaggio di ritorno verso Calgary troppo lungo, ci siamo fermati a dormire una notte a Canmore, al Silver Creek Lodge, un albergo piuttosto confortevole considerando che Canmore è una cittadina piccola e anonima. La mattina dopo siamo arrivati all’aeroporto di Calgary, abbiamo lasciato l’auto e preso il volo per Vancouver. Ecco, nella mia personale classifica delle città del Canada che ho amato di più, Vancouver è sicuramente al primo posto. E’ una città grande ma estremamente vivibile e tranquilla. Ha un clima mite, si affaccia sul Pacifico (tante case sorgono letteralmente sulla spiaggia) ed ha una baia davvero panoramica. E poi è multietnica, moderna e vivace.

Le cose che ci sono piaciute di più sono state:

📍 la foresta pluviale di alberi ultrasecolari e altissimi (30 metri!), in mezzo alla quale troneggia il Capilano Suspension Bridge, un ponte lungo 140 metri e alto 70, sospeso sul fiume Capilano.

📍andare in giro per la città in bici, tra Stanley Park e le piste ciclabili a pelo d’acqua. Ma anche in pieno centro! Qui è possibile noleggiare bici ovunque.

📍l’escursione in mare per andare a vedere le balene! Non è detto che le orche e le megattere si facciano vedere ma noi siamo stati STRA-FORTUNATI…ne abbiamo viste tante, fin sotto alla barca. Un’emozione unica! Ecco, tra le agenzie che organizzano le escursioni vi consiglio ‘Prince of Whales’: seria e professionale.

📍Granville Island Public Market: un enorme mercato coperto che offre ogni specialità di frutta, verdura, cibo e piatti locali ed internazionali. Gironzolare tra le bancarelle coloratissime e straripanti di cose buone è un piacere e lo è ancora di più fermarsi a comprare qualcosa da assaggiare. Il mercato sorge su un’isoletta (Granville, appunto) che si raggiunge in due minuti, prendendo un piccolo e buffo battellino da diversi moli della città.

📍il quartiere di Gastown, famoso per il grande orologio a vapore che rintocca ogni ora, ma interessante perché molto dinamico, pieno di negozietti indipendenti e caffè accoglienti come Nelson the Seagull.

A chi consiglio un viaggio in Canada? A chi ama la natura, i paesaggi mozzafiato e uno stile di vita slow. E’ la meta perfetta per un viaggio in famiglia indimenticabile.

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