Bruges: l’amore a prima vista esiste

Salivo sul taxi con lo sguardo sognante, così emozionata e piena di aspettative che mi stavo dimenticando che due dei miei compagni di viaggio avevano meno di quattro anni. Il tempo di arrivare all’aeroporto di Linate e ci hanno pensato loro, i miei due compagni di viaggio con meno di quattro anni, a ricordarmelo riportandomi bruscamente alla realtà. Io ero eccitata ma loro lo erano di più. Un posto nuovo, un sacco di spazio, un sacco di persone attorno, la presenza dell’altro a dare coraggio, l’aeroporto era il palcoscenico perfetto per le loro prodezze: giocare a spintonarsi fino a cadere a terra ridendo come matti, scavalcare le transenne e infilarsi nei pertugi proibiti, corse forsennate al check in. La vacanza cominciava bene. Dopo una corsa alla toilette dell’aereo perché la cacca scappava proprio mentre si era in volo, dopo aver tirato a lucido, rotolandosi a terra, il pavimento dell’intercity che ci portava da Bruxelles alla nostra meta e dopo aver smangiucchiato un lecca-lecca offertogli da una signora gentile e che non so come mi sono ritrovata tra i capelli mentre li prendevo in braccio, arriviamo sani e salvi a Bruges. Disfatti i bagagli siamo andati a fare un giro di ricognizione nel quartiere in cui alloggiavamo, prima di cena. Mi è bastato dare un rapido sguardo intorno per rimanere senza fiato: l’amore a prima vista esiste! Ok, avevo visto moltissime foto della città su internet, avevo spulciato ben bene la mia guida cartacea incrociando le immagini e le informazioni con la guida su app, pensavo di essere preparata e anestetizzata a tanta bellezza ma una volta lì, guardarla coi miei occhi mi ha quasi stordito. Per un secondo – giuro, uno solo – ho sognato che esistesse il teletrasporto per catapultare i figli a casa dei nonni e godermi quella bellezza solo col marito: fare passeggiate lente lungo i canali, cenare in uno dei mille bistro-bomboniera, alzare gli occhi al cielo e ammirare i tanti campanili gotici che svettano tra le abitazioni basse della città. Gustarmi il misticismo e il romanticismo di quel gioiello medievale. Magari la prossima volta, perché deve esserci assolutamente una prossima volta!

Questa volta avevamo impostato la vacanza perché fosse a misura di bambini sotto i 4 anni, doveva essere il nostro primo esperimento di viaggio culturale VERO, tutti e quattro insieme. E quindi:

Abbiamo noleggiato delle bici con i seggiolini, per girare la città agevolmente, riuscendo a visitare gli angoli di interesse storico e artistico oppure girovagando senza meta. Facendo qua e là delle tappe per non farli annoiare, come al Sint-Janshospitaal o al Beghinaggio.

Sint-Janhospitaal

Sint-Janhospitaal

Beghinaggio: un campo immenso di narcisi e le casette bianche delle novizie tutt'intorno

Beghinaggio: un campo immenso di narcisi e le casette bianche delle novizie tutt’intorno

 

 

Abbiamo visitato a turno le chiese più importanti, come la Basilica di San Salvatore e la Basilica del Sacro Sangue, mentre uno di noi intratteneva i bambini fuori. 

Abbiamo dato il nulla osta temporaneo alle patate fritte: del resto non si può sfuggire, in Belgio è un classico, abbinate soprattutto alle cozze, che abbiamo mangiato solo noi grandi. 

Abbiamo dato il nulla osta temporaneo anche alla cioccolata: andare in Belgio e non assaggiare la cioccolata sarebbe come andare a Napoli e non assaggiare la pizza.

Abbiamo passeggiato lungo i canali facendo a gara a chi vedeva più cigni. Non ho mai visto tanti cigni come a Bruges. Ne abbiamo anche visti due che deponevano le uova in enormi nidi costruiti sui prati. Flower shop Bruges Momsabouttown

Olli al bistro De Schilling - MomsabouttownAvrei voluto fare un giro in barca tra i canali ma non c’è stato il tempo, mi resta il rimpianto. Un bilancio? Come pensavo, Bruges è la città ideale per un viaggio culturale-avventuroso con bambini piccoli: è raccolta, si gira facilmente a piedi o in bicicletta, non c’è traffico, i ristoranti accolgono volentieri i bambini e sono attrezzati con seggioloni e matite colorate; la città è molto verde, piena di parchi lussureggianti anche in pieno centro. Se pure non si riescono a visitare musei e chiese basta anche solo camminare guardandosi attorno: la bellezza è ovunque, a cielo aperto, proprio sotto i nostri occhi. Gli orari degli aerei, almeno da Milano, sono molto comodi e in 1 ora e mezza di volo si è a Bruxelles e poi a Bruges in un’oretta di treno (i treni ci sono a tutte le ore). Con questo non illudetevi che, coi bambini al seguito, non sarà una faticaccia, perché lo sarà. Ma vi prometto che ne sarà valsa la pena. 

I miei city tips

Bistro De Schilder – per assaggiare le “famose” cozze di cui sopra. Anche se a Bruges le propongono in qualsiasi bistro

Bistro Den Huzaar – per un pranzo fiammingo doc. Ristorante molto tradizionale, età media degli avventori: 80 anni. Ma ottima cucina locale, con piatti tipo il brasato di manzo cucinato in una terrina poi ricoperta di pasta sfoglia.

Pietje Pek Bistroper assaggiare la fondue bourguignon, altro piatto tipico belga

Pand Hotel – offre anche un servizio di babysitting

Hotel Aragon – non molto caratteristico rispetto a molti altri alberghi e guest house che ci sono a Bruges, ma perfetto se si viaggia con bmabini: oltre alle camere offre appartamenti spaziosi, moderni e attrezzati. E poi è centralissimo.

De Corenbloem Guest House – romantica, opulenta, ideale senza figli

Noleggio bici: qui avete l’imbarazzo della scelta. Il più economico è De Ketting

App – Guida del Belgio di Triposo

Markt square Bruges MomsabouttownRozenhoedkaai Momsabouttown

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2 Discussion to this post

  1. Marina da mamma a mamma ha detto:

    Ciao,
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    http://mammaaiutamamma2014.blogspot.it/2015/04/top-of-post-13-aprile-2015.html

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